Menu Chiudi

62° Sagra della Nocciola – Magazine

All’interno della Sagra, si onora il Santo patrono: Sant’Egidio

La sagra si coniuga da sempre con la festa patronale di Sant’Egidio: i sapori del territorio, uniti a folklore e devozione.  Come ogni anno, alle 21 del 31 agosto, i festeggiamenti in onore della nocciola lasciano spazio alla solenne processione con la statua del patrono che parte dal Duomo e percorre le vie del paese, accompagnata dalla banda e da tutta la popolazione.

Sant’Egidio è uno dei 14  Santi ausiliatori ed è invocato contro il delirio della febbre, la paura e la pazzia. La Chiesa Cattolica lo ricorda il 1° settembre, giorno della sua morte.

Ma chi è Sant’Egidio?
Egidio nasce in Grecia, ad Atene, tra il VI e il VII secolo d.C.. Fin da bambino, ama la preghiera, la vita virtuosa e lo studio. Quando rimane orfano, rinuncia in favore dei poveri all’immenso patrimonio che aveva ereditato e segue il suo desiderio: una vita eremitica in una terra lontan

a. Si reca in Francia dove stabilisce la sua dimora in una foresta. Qui vive in preghiera fra austerità e digiuni; si nutre di erbe, radici e di frutti selvatici; dorme sulla terra ed il suo guanciale è un sasso. Il Signore ha pietà di Lui e gli manda una cerva che gli forniva giornalmente il latte. Scoperto durante una battuta di caccia da Flavio, re dei Goti, entra nelle grazie del sovrano che gli regala la foresta dove fa costruire un monastero, presso il quale accorsero un gran numero di giovani desiderosi di vivere sotto la sua direzione. Egidio iniziò a dirigerli sulla via della santità con le regole di S. Benedetto.

Egidio, già in vita, operò molti miracoli e fu conosciuto in tutta la Francia con il nome di S. Gilles, santo “Taumaturgo“. La sua tomba è stata ritrovata in un’antica abbazia della Provenza e reca un’iscrizione databile al X secolo. Successivamente intorno a tale abbazia è sorta la città di Saint Gilles in Camargue e sin dal XII secolo, la stessa è divenuta un importante luogo di pellegrinaggio.

Nel Lazio il culto di Sant’Egidio è molto diffuso; le città di Palombara Sabina, La Tolfa, Orte, oltre a Caprarola, lo venerano protettore principale.

Come viene raffigurato?
Sant’Egidio è generalmente rappresentato con la barba canuta e l’abito dei monaci benedettini mentre regge o accarezza una cerva; a volte una freccia trapassa la sua mano e penetra nel corpo dell’animale.
La cerva è un animale caro al Santo per avergli fornito giornalmente il latte nel periodo di isolamento nella foresta.