Caprarola: la storia del paese

Caprarola sorge sul versante meridionale dei Monti Cimini e, come testimonia il nome stesso, nasce come un centro di pastori e caprai.

Il primo nucleo urbano, costituito dalle attuali contrade Aquilone e Borgo Vecchio, si fomò tra il 1100 e il 1200; la presenza di boschi fitti ed impenetrabili nella selva dei Cimini ritardò l’arrivo dei Romani, la cui presenza nella campagna circostante è testimoniata dal ritrovamento di cisterne, acquedotti e tombe di epoca romana.

Durante il Medioevo, Caprarola fu contesa da vari feudatari, i Di Vico, gli Orsini e gli Anguillara.
Nel 1435, passò sotto la giurisdizione della Santa Sede e qualche decennio dopo venne data in vicariato ai Riario–Della Rovere, sotto i quali visse un periodo di grande prosperità. Dai Riario, venne poi ceduta nel 1521 alla famiglia Farnese.

Nel 1530, il cardinale Alessandro Farnese si innamorò del piccolo borgo che dominava dall’alto un’ampia vallata e avviò la costruzione di una fortezza pentagonale su disegno di Antonio Sangallo il giovane, uno dei migliori architetti militari operanti nell’Italia del ‘500.  Il progetto non fu portato a termine perché Alessandro divenne papa nel 1534 con il nome di Paolo III il quale, nel 1537, istituì il ducato farnesiano di Castro e Ronciglione nel quale venne compresa anche Caprarola.

Dopo pochi anni, il nipote di Paolo III, il cardinale Alessandro Farnese il giovane, riprese la costruzione del Palazzo affidandola a Jacopo Barozzi detto il Vignola, che convertì l’austera e poderosa fortezza del Sangallo in una delle più belle ville del Rinascimento italiano, condizionando in questo modo la fisionomia di tutto il centro urbano.

Per questo motivo il Vignola progettò, intorno alla metà del XVI secolo, un nuovo assetto urbanistico che interessava tutto il paese. Realizzò una lunga strada sopraelevata centrale che terminava ai piedi del Palazzo e che cambiò radicalmente l’aspetto del borgo medioevale.

Si costruirono alti ponti, scalinate e sottopassaggi; vennero abbattute vecchie case, realizzati nuovi palazzi più signorili e furono costruite fontane monumentali. Tutto questo, unitamente al Palazzo Farnese, ha portato alla creazione di un capolavoro di ristrutturazione urbanistica.

Numerosi pittori e decoratori lavorarono, tra il 1560 ed il 1580, alla realizzazione del complesso ed articolato ciclo iconografico, arricchito da eleganti stucchi, presente nella maggior parte delle stanze del Palazzo Farnese.

I fratelli Federico e Taddeo Zuccari, Antonio Tempesta, Jacopo Bertoia, Raffaellino da Reggio, Giovanni Antonio da Varese, Giovanni de Vecchi i quali, affiancati da validi aiutanti rimasti sconosciuti, eseguirono una serie di indicazioni fornite da grandi letterati della corte farnesiana: Annibal Caro, Fulvio Orsini ed Onofrio Panvinio.

Dopo la caduta di Castro nel 1649, Caprarola passò sotto il controllo della Camera Apostolica.

Con l’estinzione della famiglia Farnese, nel 1731, il Palazzo Farnese fu trasmesso in eredità ai Borbone di Spagna, fino al 1941, quando divenne proprietà dello Stato italiano che dal 1948 al 1955 lo utilizzò come residenza estiva dal primo Presidente della Repubblica Luigi Einaudi.